{"id":1559,"date":"2026-07-16T16:06:29","date_gmt":"2026-07-16T14:06:29","guid":{"rendered":"https:\/\/ricircola.it\/?p=1559"},"modified":"2026-07-16T16:15:10","modified_gmt":"2026-07-16T14:15:10","slug":"impronte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ricircola.it\/it\/impronte\/","title":{"rendered":"Impronte"},"content":{"rendered":"\n<p>Fotografare significa lasciare un\u2019impronta.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019immagine \u00e8 in grado di catturare un istante e renderlo indelebile, di scrivere una storia e trasformarla in memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Lasciare tracce, in fondo, \u00e8 tipico dell\u2019essere umano. E non sono sempre tracce di cui andare fieri: abbiamo ricoperto il pianeta di rifiuti, inquinamento, guerre, deforestazione; la nostra impronta sul pianeta \u00e8 cos\u00ec profonda da rendere fragili gli equilibri stessi della Terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure abbiamo il potere di osservare queste impronte, di denunciare, e di invertire i nostri passi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 qui che la fotografia assume un significato potente: da una parte cattura la dolcezza del mondo, dall\u2019altra denuncia i suoi orrori, costringendoci a non distogliere lo sguardo da ci\u00f2 che a volte preferiremmo ignorare.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei pi\u00f9 grandi fotografi contemporanei, il brasiliano Sebasti\u00e3o Salgado, ha dedicato la sua vita proprio a questo. Nel documentario \u201c<em>Il sale della Terra<\/em>\u201d, il fotografo ripercorre i suoi viaggi attraverso guerre, carestie, desertificazioni, genocidi. Attraverso la sua lente, vediamo il lato pi\u00f9 oscuro dell\u2019umanit\u00e0. Dopo aver documentato il genocidio del 1994 in Rwanda, Salgado racconta di aver perso ogni fiducia nell\u2019essere umano. \u201c<em>Siamo animali terribili noi umani. La nostra \u00e8 una storia di guerra, una storia senza fine. Una storia folle<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, la fotografia \u00e8 lo strumento che ha permesso a milioni di persone di vedere quella realt\u00e0, di non rimanere indifferenti a ci\u00f2 che accade dall\u2019altra parte del pianeta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 grazie alle immagini dei fotografi che abbiamo scoperto lo scioglimento dei ghiacciai, le isole di plastica, le conseguenze della crisi climatica.<\/p>\n\n\n\n<p>Le immagini non cambiano il mondo, ma generano consapevolezza. Ed \u00e8 proprio dalla consapevolezza, dal desiderio di essere parte del cambiamento, che nasce il legame profondo con la sostenibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, la fotografia, come ogni attivit\u00e0 umana, ha un impatto ambientale.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello della fotografia digitale \u00e8 spesso invisibile e sottovalutato, ma la produzione di una fotocamera richiede l\u2019estrazione di terre rare e processi industriali ad alto consumo energetico: si stima che circa il 75-85% dell\u2019impronta di carbonio sia concentrato nella fase di produzione. A questo si aggiunge l\u2019energia necessaria per alimentare i servizi cloud dove le immagini vengono archiviate. L\u2019archiviazione a lungo termine di un centinaio di foto ad alta risoluzione genera emissioni paragonabili a percorrere alcune decine di chilometri in automobile. D\u2019altro canto, la produzione delle pellicole per la fotografia analogica richiede sali d\u2019argento e sostanze chimiche, mentre lo sviluppo comporta un consumo significativo di acqua e reagenti. Un laboratorio di sviluppo di medie dimensioni pu\u00f2 consumare migliaia di litri di acqua al giorno e l&#8217;elaborazione di una pellicola richiede quantit\u00e0 di acqua molto superiori rispetto all\u2019equivalente digitale.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 una differenza fondamentale: la fotografia analogica insegna il limite. Ogni scatto ha un costo, ci invita a riflettere, a non scattare a raffica. L\u2019attesa dello sviluppo educa alla pazienza, non al consumo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 forse la forma pi\u00f9 autentica di sostenibilit\u00e0: non limitarsi a consumare in modo diverso, ma farlo solo se necessario. Imparare il valore della materia e del tempo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la stessa lezione imparata da Salgado dopo essere rientrato dopo anni ad Aimor\u00e9s, nella Mata Atl\u00e2ntica brasiliana, dove trov\u00f2 la terra della sua infanzia disboscata e inaridita per favorire il pascolo di bovini. Cos\u00ec, lui e sua moglie avviarono uno dei pi\u00f9 importanti progetti di riforestazione al mondo, piantando oltre 2.7 milioni di alberi e riportando in vita la biodiversit\u00e0, lasciando un\u2019immagine potentissima.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec come la fotografia analogica, anche piantare alberi ci insegna a rallentare, in un mondo che vuole tutto e subito.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 piantare alberi significa accettare che il risultato non lo vedremo noi, ma sar\u00e0 un dono per le generazioni future.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel documentario \u201c<em>Il sale della Terra<\/em>\u201d Salgado pronuncia questa frase: <em>\u201c<\/em><em>Pensare che questi alberi di tre mesi raggiungeranno il loro apice tra 400 anni. Forse a l\u00ec potremmo provare a cogliere il concetto di eternit\u00e0. Forse l&#8217;eternit\u00e0 \u00e8 misurabile.\u201d<\/em><em>&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il concetto di sostenibilit\u00e0 sta tutto qui: nel lasciare una traccia che consenta alle generazioni future di respirare.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisa Cattini<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Foto di Marco Ruggi<\/p>\n\n\n\n<p>Fonti:<\/p>\n\n\n\n<p>World Cleanup Day. (2024). <em>Capturing Moments, Consuming Energy: The Environmental Impact of Photos.<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>UCLA Institute of the Environment and Sustainability. (2021). <em>Film vs. Digital: A Life Cycle Assessment.<\/em> HBO Practicum Report.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fotografare significa lasciare un\u2019impronta. 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